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I livelli di compromissione

LA REAZIONE ALLA CRISI
La reazione dell'individuo all'evento stressante comporta una attivazione fisiologica e psicologica, che ha la funzione adattiva di mobilitare le risorse dell'organismo per preparare la "vittima" a lottare.
Questa attivazione è immediata e arcaica, ed la trasformazione ormonale istantanea che avviene nel nostro organismo di permette di aumentare il tasso di ossigenazione ed il livello di glucosio del sangue, garantendo al cervello un migliore afflusso di ossigeno e zuccheri per pensare più velocemente ed elaborare una strategia efficace per rispondere alla minaccia.
Questo assetto da combattimento è lo stesso che permette alla gazella di percepire il passo del leone sull'erba, il suo odore controvento, e di non sentire la fatica o il dolore mentre scappa riuscendo a correre più veloce di quanto abbia mai corso, guadagnandosi un altro giorno di vita.

Lo squilibrio chimico nell'organismo permane per 3 -4 settimane e determina una sintomatologia varia che si distribuisce su quattro aree: fisica, cognitiva, emozionale, comportamentale.
Oltre al dolore per l'evento vissuto, soffriamo quindi anche per le conseguenze "endogene" della nostra trasformazione del sistema nervoso centrale, che è passato istantaneamente da un equilibrio tra i due sistemi nervosi (simpatico e parasimpatico) alla predominanza del sistema nervoso parasimpatico.
A volte siamo portati a pensare di essere stati definitivamente danneggiati, di non poter più tornare alla normalità.
Altre volte imputiamo quello che ci sta accadendo alla nostra fragilità personale, e vergognandoci della nostra reazione la nascondiamo e la minimizziamo agli altri.
Altre volte ancora invece non sappiamo riconoscere quanto possiamo esser stati danneggiati nella nostra vita in reazione ad uno stress, e siamo anche portati a credere che, in virtù del nostro addestramento e della nostra esperienza, possiamo essere immuni da esso. Ma ci dimentichiamo che le ricerche attestano che tutti gli individui che sono esposti a un incidente critico soffriranno di una qualche forma di stress reattivo.
Ogni persona reagirà presentando un quadro sintomatologico personale e differente.


Quello che spesso impedisce di divenire consapevoli di quanto l'esperienza ha inciso su di noi è il fatto che gli effetti distruttivi nelle nostre capacità di pensare, di concentrarci, di ragionare, nella nostra attivazione neurovegetativa, nel nostro livello di ansia, nella capacità di gestire la nostra affettività, nel comunicare con gli altri, nelle abilità sociali, possono sì emergere entro pochi giorni dall'evento, ma possono anche rimanere latenti per mesi o anche anni e minare la nostra personalità in modo "sotterraneo", e solo in ultimo affiorare in superficie.
 
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